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Giovani Comunisti Capua

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...elenco di altri spazi online dei compagni dei GC e del PRC

Giovani Comunisti -Capua CE-

...Un Altro Mondo è Possibile...

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October 22

Il Milione

Sabato a Roma la sinistra ha chiamato la piazza, e la piazza ha risposto, alla grande.
Un milione di persone, un milione di donne e uomini scesi per le vie della Capitale per ricordare al Governo il motivo per cui, un anno e mezzo fa, ha ricevuto mandato di guidare il Paese: IL PROGRAMMA.
Adesso Prodi ci ascolti, ascolti la voce di quel milione di donne ed uomini che dicono basta alla precarietà, che chiedono diritti, che chiedono una casa, chiedono un permesso di soggiorno, chiedono l'abolizione delle leggi vergogna (legge Biaggi, riforma Moratti-per niente migliorata da Fioroni, Bossi-Fini e Fini-Giovanardi...).
Un milione di persone scese in piazza per dire ai partiti politici di sinistra che di sinistra in Italia c'è bisogno, oggi più che mai. Per dire all'intera classe dirigente del Paese che di sinistra nelle attuali politiche del Governo c'è ben poco.
Quello invece di cui groda il Governo è senz'altro l'arma del ricatto; in primis Mastella, che ha già fatto sapere che per lui le differenze sono troppe, e troppo marcate (menomale diciamo noi...) e che per lui Prodi può andare a casa... a meno che la sinistra non venga fatta fuori dai giochi. Paura? No. E' la solita, sistematica, campagna "anticomunisti" che viene lanciata ogni qualvolta esgiamo il rispetto dei patti; patti stretti, è bene ricordarlo, dall'attuale coalizione di centro-sinistra con il popolo italiano, e sottoscritto da tutte, e ribadisco, tutte le forze politiche italiane dell'attuale maggioranza.
Adesso bisogna ripartire (si sa, per noi una grande manifestazione di piazza rappresenta sempre un nuovo punto di partenza, mai d'arrivo...), e bisogna cominciare ad immettere più sinistra in questo centrosinistra (mi piace citare il compagno Andrea, che usava questo slogan già durante le amministrative qui a Capua), bisogna cominciare a rialzar la testa, e i prossimi tavoli di battaglia saranno quelli su welfare e pensioni, dove, alla risposta positiva della piazza bisognerà far corrispondere i fatti dei nostri rappresentanti in Parlamento.
Poi c'è il processo dell'unificazione della sinistra, e qui, più che mai, c'è bisogno di un forte colpo d'acceleratore. Ce lo chiede il milione di persone che avevamo al fianco sabato, ce lo chiede il mandato che questo ci ha dato nei confronti della politica di questo Paese.
norberto
October 16

Vènti d'Ottobre

October 10

Piddì, Psì e altre bestie ancora...

Dopo tante polemiche e tanti litigi domenica 14 ottobre 2007 il popolo del nascente Partito Democratico va alle urne per le primarie, che decideranno gli equilibri interni alla nuova formazione politica. Primarie, queste, di cui si è fatto un gran parlare, anche a causa della forte guerra mediatica intrapresa dai candidati alle varie cariche, a livello sia locale che nazionale, che non ha precedenti nella storia della politica italiana. Molto spesso pare che i futuri "democratici" dimentichno che, giocoforza, tra qualche giorno si ritroveranno tutti all'interno dello stesso partito. E cosa contiene questo demo-calderone? Beh, un pò di tutto...
Innanzitutto ex-comunisti, divenuti ex pidiessini, trasformatisi poi diessini, quindi in demosinistri, e adesso "costretti a morire" demo...cristiani (chissà a cosa staranno pensando Gramsci, Togliatti,e quel riformista Berlinguer!).
Poi ci sono i democristiani, quelli veri, che lo scudo crociato non l'hanno mai abbandonato, magari l'avranno tolto dalle pareti, ma lo hanno sempre conservato gelosamente tra i cimeli di famiglia...
Oppure quelli che, dopo un passato da radicali, da tempi non sospetti si sono piazzati lì, proprio al centro... della Curia, e dopo gli anni di gioventù passati a chiedere la liberalizzazione delle droghe leggere tra uno sciopero della fame e l'altro, adesso se la prendono con quei finocchi abortisti che minano la stabilità della famiglia tradizionale.
Oppure ci puoi trovare i neo-legalitari (una specie molto simile ad un Texas Ranger) che se la prendono un pò con tutti: dagli immigrati che sporcano, spacciano e puzzano, a quei morti di fame ignobili che occupano le case, ai pericolosissimi lavavetri (che con la loro spatola possono competere con la spada laser di Luke Skywalker di Guerre Stellari), fino a quei punkabbestia drogati che frequentano i centri sociali. Ordine e disciplina, dunque... e pensare che una volta erano sindacalisti, e magari portavano in piazza milioni di lavoratori. Com'è strana la vita.
Un'altra cosa di cui non manca la futura classe dirigente del nuovo partito è la presenza di giovani... volti di-nuovi (nel senso che ci saranno nuovamente gli stessi volti, noti da quarant'anni... l'italiano, si sa, è abitudinario!) all'interno del partito che guiderà il paese verso la rivoluzione liberal: De Mita, Dini... giovani dentro insomma!!! E la sinistra? La sinistra, sicuramente, non abiterà più nelle sedi storiche dell'ex PCI o della CGIL (largamente schierata al centro del piddì): il compito di costruire una nuova (e forte) sinistra adesso tocca a coloro i quali, nell'ultimo decennio, di scissione in scissione, di spaccatura in spaccatura, bene o male la bandiera rossa l'hanno mantenuta; tocca innanzitutto a Rifondazione, che avrà il compito di fare da catalizzatore nel cercare di raggruppare le forze progressiste del paese sotto l'effigie della Sinistra unita.
E dovrà farlo, innanzitutto, con i compagni del PdCI, con Sinistra Democratica, con i Verdi, e con i movimenti, per risolvere -sarebbe anche l'ora- un problema storico di gramsciana memoria. E lo sta già facendo: sono sempre di più, in tutti i territori, gli appuntamenti di dibattito politico che vedono protagonisti i soggetti della "sinistra disorganica" nell'obiettivo di trovare percorsi condivisi nell'attuale terreno politico italiano. E la prima "adunata" ci sarà il 20 ottobre a Roma, dove saremo in piazza per chiedere il rispetto del programma dell'Unione. Ci saremo, ma non proprio tutti. SD tentenna, non condivide i metodi. Rispettiamo la scelta e andiamo avanti. Li aspettiamo. Come aspettiamo di vedere cosa sarà della nuova costituente socialista: per ora al sottoscritto pare un remake in chiave nostalgica del PSI di Craxi (padre), dove oltre a Craxi (figlio) ci sono il giovanissimo Angius, il volto nuovo DeMichelis,e tante altre sorprese. Dicono di guardare a Zapatero. Speriamo non vedano solo i militari alle frontiere che sparano sui clandestini...
 
<l'articolo intero sul prossimo numero di Cappuccetto Rosso>                         norberto
October 09

In quel giorno d'ottobre, in terra boliviana...



Quarant'anni fa moriva Ernesto "CHE" Guevara.

Si Riparte!

Era da un pò di tempo che il nostro space rimaneva "muto", ma voglio rassicurare i nostri lettori sulla "buona salute" dei GC di Capua.
 
E voglio ritornare a scrivere su questo blog partendo da un'ottima notizia: ritorna CAPPUCCETTO ROSSO, il giornalino del nostro circolo, che in questi giorni è distribuito gratuitamente in moltissime edicole della nostra città. Un grande ringraziamento va fatto al compagno ViDiErre che ha dato una sterzata decisiva alla "fase d'impasse" (come scrive il nostro amatissimo Sig. Egr. Dott. Sindaco sui manifesti che stanno addobbando i  mille cantieri della nostra città) in cui l'idea era insabbiata, e lo ha fatto con il tanto caro metodo della "Maggioranza Qualificata", come del resto, viene gestito questo blog. E dopo questo doveroso grazie (...nun piglià 'o vizio!!!) vi do appuntamento ai prossimi giorni, quando pubblicheremo un pò di aggiornamenti.
 
A BREVE:
 
-LOTTA CONTRO LA CHIUSURA DELL'OSPEDALE "F.PALASCIANO";
-"UN CONCORSO PIENO DI STRANEZZE", il "giallo" legato al concorso per vigili urbani più ambiguo della storia;
-l'ESITO DEL REFERENDUM che si sta svolgendo nelle fabbriche;
-LA MANIFESTAZIONE DEL 20 OTTOBRE;
 
...ED UN PO' DI MONNEZZA.
 
A presto.
June 09

NO BUSH!

Stamattina i Giovani Comunisti di Capua parteciperanno alla manifestazione contro Bush a Roma.

June 02

2 Giugno

Il 2 Giugno l'Italia
 LIBERA ed ANTIFASCISTA
sceglie di liberarsi dall'oppressione monarchica
e di diventare una Repubblica
donando al popolo la sovranità.
 
June 01

"Emergenza" (?) Rifiuti

che cos'è un'emergenza? nella lingua italiana per emergenza si intende un fenomeno, od una serie di fenomeni straordinari e/o casuali che si verificano in un lasso di tempo relativamente breve, salvo tornare ad una condizione di normalità. voglio partire proprio da questo per parlare della cosiddetta "emergenza rifiuti" in campania. perchè quattordici anni di marciapiedi stracolmi di monnezza non sono nè un lasso di tempo ristretto, nè tamtomeno un fenomeno imprevedibile. la questione rifiuti a napoli ed in campania è stata affrontata un pò da chiunque in questi ultimi tre lustri, mai nessuno, però, ha trovato una soluzione definitiva, o meglio, una situazione che guardasse almeno al medio termine. tre presidenti della regione, di tutte le estrazioni politiche: Rastrelli (centro destra), Losco (centrista) e Bassolino (centro-sinistra); un prefetto, ed infine un tecnico (i tanto decantati tecnici...), per di più esperto in quanto ad mergenze, giacchè Capo della Protezione Civile Italiana, la migliore del mondo: Guido Bertolaso. Nessuno di loro è riuscito a guardare oltre la punta del proprio naso. Ognuno di loro ha creduto di ragionare nel giusto ragionando in "clima di emergenza". e si sono visti i risultati. nel 2007 l' "emergenza" è ancora lì. dove si sbaglia? si sbaglia nel credere che i "rattoppi" possano essere considerati valide soluzioni. mi spiego meglio: i rifiuti sono un pò il metro di misura della nostra industrializzazione, cioè, una società industrializzata, che si organizza in centri urbani più o meno grandi, in metropoli ( e napoli lo è), produce tanto (e male) e consuma altrettanto ( e peggio) genera fisiologicamente una quantità abnorme di rifiuti. e qui sta il punto: genera fisiologicamente. detto ciò, come si può pensare di risolvere il problema rubando pezzi di territorio adibendoli a discarica? estremizzando quanto basta il concetto, possiamo desumere che, col passare del tempo, e mantenendo lo stesso modus operandi avuto fino ad ora, la campania tutta dovrà essere convertita in discarica. questo problema non può e non deve non essere affrontato all'origine: la raccolta differenziata al 100% da sola non basterebbe a frenare l'ondata di rifiuti. i due campi su cui si dovrebbe agire, a mio modesto parere, sono quello culturale e quello della produzione. a livello culturale, una forte sensibilizzazione sull'ecologismo vero, e non parlo di "uccellini, prati verdi e fiorellini" da hippie, ma di effetto serra, cambiamenti climatici, scioglimento dei ghiacci, emissioni nocive , e naturalmente del nostro ruolo in questo disastro, non farebbe altro che risvegliare coscienze critiche e creare una moltitudine critica, consapevole e capace di dare una vera svolta alla situazione, a partire proprio dal personale vivere quotidiano. e qui entra in campo il discorso delle produzioni: la massa critica di cui sopra comincerebbe a sentire il bisogno di consumare prodotti non eccessivamente nocivi al pianeta, ed il riciclo, un pieno e consistente riciclo, sarebbe automaticamente imposto alle aziende, dal basso. ma se ciò non avviene, o almeno non in tempi brevi, le istituzioni devono cominciare a muoversi in questo senso. e poi la raccolta differenziata come strumento di un meccanismo del genere, e non mera facciata di un sistema che non vuole, o non si vuole mutare. sembra tutto fin troppo logico e lineare. cosa rende impraticabile questa via? perchè manca la volontà politica di risolvere il problema per questioni di puro affarismo, perchè se poi un po di questa uscisse mai fuori gli interessi più o meno camorristici che si muovono nel sottofondo, cui lo stato d'emergenza e di caos da riparo e fa da humus la stroncherebbero. perchè se i nostri territori sono malati, se si muore di tumore più che nel resto del mondo, se le nostre vacchedevono essere abbattute perchè malate la colpa è della camorra che avvelena il territorio, senza risparmiare nemmeno il proprio giardino di casa, con i rifiuti tossici. e ritorniamo sempre lì, alla camorra, la mamma di tutti i mali della campania. perchè non c'è problema di alcun genere che  possa essere affrontato seriamente senza parlare di camorra. dalla disoccupazione alla monnezza, dalla violenza al degrado sociale, dall'emarginazione all'inquinamento, dall'economia, la macro economia, alla politica, quella della metropoli o del paesello di un posto sperduto da 300 anime, dal problema della casa a quella del parcheggio e del traffico. viviamo una realtà dove la camorra detta i tempi della nostra vita. viviamo una realtà malata, una realtà che ha plasmato un popolo di rassegnati. abbiamo ereditato la concezione culturale dello stato d'emergenza e dell'arte dell'arrangiarsi dal dopoguerra, ed abbiamo scordato la dignità, abbiamo scambiato il diritto con il favore, l'uguaglianza di opportunità col privilegio e questi sono i risultati. ma la campania non può cessare la sua vita. non può morire di camorra. napoli non può cedere il suo ruolo di capitale del mediterraneo, di crocevia di civiltà. ma l'imbarbarimento culturale, questo cancro, ci si sta muovendo dentro. è ne è una prova la paura con cui la gente dell'arenella ha accolto la notizia della costruzione di una nuova moschea nel centro di napoli. e proprio in questo momento, mentre a napoli si muore, a roma montezemolo, prodi ed suoi col piddì, e berlusconi sponsorizzando la brambilla ("io sono l'antipolitica", dice lei...) parlano del superamento della politica, mentre alle amministrative "strane famiglie" di "centrosinistra" scimmiottano la destra nei programmi- e nei comportamenti- e perdono in malo modo (tra il falso e l'originale, la gente sceglie il secondo...), è in questo momento che c'è bisogno della politica. di una forte politica di sinistra. una politica veramente di sinistra che affronti le questioni con pratiche e tematiche di sinistra: il rilancio sociale, la redistribuzione delle ricchezze per dare prospettive ad un blocco sociale che si affilia alla camorra per fame, o si arruola -per mancanza di opportunità- nell'esercito e va a combattere le guerre di bush, per ridare dignità al lavoro ed ai lavoratori, per ridare credibilità all'istruzione pubblica, per dare riconoscimenti e mezzi all'università ed alla ricerca, per sradicare l'itolleranza ed il razzismo che stanno impregnando i nostri giornali e le nostre città. ma una forte politica di sinistra non può esistere con il compromesso con i "moderati"-gli stessi che auspicano la morte della politica. ed il compromesso è necessario senza unità a sinistra. nell'ultimo secolo la frammentazione e la disorganicità della sinistra italiana ha portato al fascismo, al terrorismo, alla lunga agonia della politica intesa come "fare per la collettività", all'avvento del berlusconismo, alla perdita dei valori propri della sinistra -e non mi riferisco al marxismo-leninismo. La politica deve riacquistare il suo ruolo predominante nella società, e la sinistra deve compattarsi e dar vita ad un soggetto di massa, non inteso come cartello elettorale, ma come -passatemiil termine- ideologia. gia Gramsci intuiva che senza cultura, senza una chiara ideologia -contestualizzata all'epoca in cui si vive, e per questa sua natura mutevole certamente nuova e diversa da quelle precedenti- la sinistra non può adempiere alle sue ambizioni di trasformazione della società. qualcosa si sta muovendo, ora forse con più convinzione che nel passato prossimo, non ci resta che attendere.
 
norberto
May 30

Diffusione militante

DOMENICA 3 GIUGNO
Piazza dei Giudici, dalle 10 alle 13
DIFFUSIONE MILITANTE di
 
 
Sono invitati militanti, simpatizzanti e cittadini, siamo disponibili a fare due chiacchiere con chiunque volesse. Verrà installato anche un tavolino per il tesseramento e distribuito gratuitamente "Cappuccetto Rosso" il giornale del Circolo PRC di Capua.
May 12

DICO di SI!

Trent'anni fa l'Italia sceglieva di essere un paese moderno, trent'anni fa le donne e gli uomini italiani scelsero il divorzio, vincendo una estenuante battaglia per ottenere uno dei tanti diritti civili di cui oggi godiamo, troppo spesso dimenticando come li abbiamo ottenuti. Nella giornata di oggi, nel 2007, una parte della società italiana scende in piazza per la difesa della famiglia "tradizionale", patriarcale e cattolica, in funzione anti-coppie di fatto, anti-omosessuale, ed anti-libertario, tutto fomentato dal Vaticano.
Mi chiedo, ci stiamo involvendo? Stiamo tornando indietro? Perchè questi attacchi alle conquiste democratiche del nostro popolo?
Intanto, in un'altra piazza romana, Piazza Navona, ci sarà una marcia per il "Coraggio Laico".
E mi chiedo ancora, è mai possibile che la maggior parte delle lotte che affrontiamo siano "di mantenimento" della situazione attuale? E' mai possibile che a volte (...mica sempre... spesso vincono gli "altri"!...) ci troviamo a gioire per aver evitato che questo paese ritornasse indietro di trent'anni?
E' solo di un anno fa la battaglia contro quello scellerato referendum costituzionale, è di strettissima attualità la lotta per la DIFESA dei beni comuni, hanno attaccato l'articolo 18 della difesa dei lavoratori, e potrei continuare ancora per molto.
Ed oggi, su una proposta di legge, a parer mio troppo risicata, sui diritti di convivenza l'Italia dei bigotti scende in piazza. Il problema culturale è evidente. Ebbene si, il berlusconismo non è morto. Tutti hanno bisogno di rivendicare la propria eterosessualità, la loro confessione cattolica, la loro identità, la proipria voglia di una "SICUREZZA" che non hanno. Ma mi chiedo, in che misura i DI.CO. possono "intaccare" la famiglia tradizionale? Perchè si vuole impedire di avere una vita serena a chi si ama?
May 09

LA MAFIA E' UNA MONTAGNA DI MERDA!


CIURI DI CAMPO

Ciuri di campo chi nasci
biati l'occho di cu lu pasci
ciuri di campo chi crisci
e la lapuzzainchi li vischi
ciuri di campo che mori
chianci la terra chianci lu cori

Rit.
ciuri chi nasci
ciuri chi crisci
ciuri chi mori
chianci la terra chialci lu cori

come ciuri di campu nascisti
e la terra ti fici di matri
comu ciuri di campo criscisti
e la lotta ti fici li patri
come ciuri di campo muristi
na sira i maju chi stiddi tristi


29 anni fa, a Cinisi (PA) moriva Peppino Impastato.Militante di DP. Ammazzato dalla mafia.Per noi è divenuto un simbolo, un esempio da seguire. Ogni giorno, in questo nostro sud divorato dalle mafie.

Di parole su Peppino ne sono state dette e scritte tante. io vi ho proposto una   poesia scritta da chi l'ha conosciuto, ed ha lottato con lui, che poi è stata anche musicata da Carmen Consoli, si intitola "ciuri di campo".


April 30

i trent'anni delle "madres" di plaza de mayo

Sono passati trent'anni da quel 30 Aprile del '77, quando un gruppo di donne argentine, cui il regime fascista di Videla aveva fatto sparire i figli, decise di scendere in plaza de mayo, a buenos aires, per chiedere la restituzione in vita di quelli che poi si scoprirà essere i "desaparecidos". da allora ogni settimana le madres con i loro pannolini bianchi sul capo, scendono in piazza per ricordare al mondo quell'immane strage: 30000 persone svanite nel nulla, vittime della barbarie fascista.
 
norberto

April 25

25 Aprile Ogni Giorno!

Il 25 Aprile ricorre l'anniversario della LIBERAZIONE d'Italia dall'oppressione della barbarie nazi-fascista.
Dopo 62 anni la guardia non può e non deve essere abbassata.
I valori e lo spirito della Resistenza devono guidarci quotidianamente sia nella lotta contro il vecchio nemico fascista e le nuove forme sotto cui esso si traveste, sia contro i nemici di oggi:
la camorra e la globalizzazione!
 
CONTRO
FASCISMO CAMORRA E GLOBALIZZAZIONE
IERI, OGGI E SEMPRE
RESISTENZA!
 
GC CAPUA
 
I GC di Capua dedicano questo volantino a Roberto Saviano.
April 07

perchè un ragazzo di oggi può decidere di uccidersi.

si puòdecidere di morire a sedici anni perchè apostrofati come "diversi". è questa l'agghiacciante notizia su cui i media stanno sciacallando in questi giorni, come fosse una cosa nuova. si può decidere di interrompere la propria vita, a Torino come altrove, perchè stanchi di subire le invettive e la violenza di quella barbarie collettiva che è la società moderna. e lo si può fare lasciando un biglietto alla mamma. ed un testamento spirituale che andrà giù per lo scarico del dimenticatoio di questo cesso di mondo. proprio come lo scoop che verrà rimandato nell'oblio tra qualche giorno, al pervenire di nuove "nuove" sul delitto di Cogne. Matteo, così si chiamava, non ha retto alle spallate della discriminazione. i suoi carnefici lo avranno per sempre sulla coscienza, a patto che ne abbiano una. ma chi sono questi carnefici? i bulli omofobi e post-fascisti della scuola, figli di benpensanti cresciuti "patria, dio e famiglia"? le istituzioni scolastiche, perbeniste e sorde(quel "qui va tutto bene, è tutto normale,sono tutti bravi ragazzi, è stato una casualità...in fondo sono ragazzate" mi suona fin troppo familiare...non trovate?), che non hanno tempo di occuparsi di un mezzo finocchio figlio di una filippina? il Vaticano, che paragona l'omosessualità all'incesto ed alla pedofilia? il machismo omofobo della sottocultura (qui nel senso di cultura sottosviluppata) occidentale moderna?  secondo me i carnefici sono tutti questi.
secondo me siamo tutti noi complici dei carnefici. ogni volta che voltiamo lo sguardo.
 
ora non posso far altro che abbracciare idealmente la mamma di Matteo, che probabilmente non leggerà mai queste poche righe, ed associarmi al suo dolore.
 
da ora non posso far altro che lottare ancora di più e più forte al fianco di ogni discriminato della terra.
mi sento in dovere di farlo. siamo in dovere di farlo.
 
                                                                                                                             norberto
March 16

giusto o sbagliato, non può essere reato

oggi le destre possono esultare. il TAR del Lazio ha annullato, per un cavillo, uno dei provvedimenti più avanguardisti adottato dal nostro Governo. Mi riferisco al decreto Turco, sulle droghe leggere. decreto seppur a parer mio ancora insufficiente, ma che,almeno, lanciava un segnale, e gia negli scorsi mesi oggetto di strumentalizzazioni (si diceva che un grammo equivalesse a 20 spinelli! magari, aggiungo io...), ora ha subito un grave stop. ed ecco che si ritorna alla legge-vergogna Fini-Giovanardi. ed ecco che sarà accusato di spaccio chi trovato in possesso di uno spinello. ed ecco che, ancora una volta, si tenta di rispondere ad un fenomeno socio-culturale, radicato e diffuso, con la repressione e col carcere. si ritorna a paragonare il consumatore al trafficante internazionale. i moralisti, i benpensanti, i fascisti ed il vaticano per l'ennesima volta affondano il loro colpo al progresso civile e culturale del nostro paese. odio parlare per slogan, ma davvero secondo me "giusto o sbagliato, non può essere reato". mi chiedo solo: quando viene messo in gabbia un minorenne che voleva fumarsi uno spinello, a chi giova davvero? di certo non alla vittima della condanna, che in carcere viene a contatto con una realtà dalla quale difficilmente potrà uscire, in quanto un pregiudicato in italia vive, scusate il gioco di parole, accerchiato dal pregiudizio (quale sbocco lavorativo potrà mai trovare nell'epoca della precarietà?). di certo non alla situazione carceraria (dove in carcere ci vanno solo i ladri di polli, mentre chi mette in ginocchio l'economia, chi manda sul lastrico milioni di famiglie, chi corrompe i giudici, chi ha contatti mafiosi, chi si chiama Savoia, il carcere lo vede solo di passaggio, e se ci capita per qualche "errore" quando esce pretende pubbliche scuse) . di certo non all'ordine pubblico (come se il problema reale fossero i consumatori di cannabis).
io allora rilancio la totale liberalizzazione delle droghe leggere.
rilancio il discorso della controinformazione al pensiero unico del regime dei perbenisti.
e lancio una provocazione.
aggiungete, come me, sul vostro blog, una vostra foto con la didascalia e segnalatemi il link.,
o postatemi un commento.
norberto

March 08

8 Marzo, Giornata Internazionale della Donna

Oggi è l' 8 marzo, la giornata della donna.
Si ricorda un gruppo di 129 operaie tessili morte segregate in una fabbrica di New York durante uno sciopero nel 1848. Rappresentò senza dubbio un forte slancio per l'emancipazione femminile.
Purtroppo oggi il senso di questa giornata è stato travisato. Quasi più nessuno, specie nella mia generazione, ricorda il vero significato di questa giornata. La società consumistica contemporanea ha trasformato questa giornata in un momento di frivolezza "mondana" scandalosa e rivoltante. Adesso non voglio passare per moralista. ma tante conquiste, tanti diritti, le libertà che finalmente hanno raggiunto le donne, sono frutto di lutti e sacrifici, e non mi pare che "festeggiare" in serate di streap tease renda onore alle vittime, a queste "martiri" per la giustizia.
oggi come oggi si scimmiotta femminismo in maniera troppo leggera. riflettiamoci compagne e compagni.
norberto                     
                                                                                                                                                          
March 07

retaggio del passato

siamo in un mondo di censura, fascisti, forcaioli, finti compagni e servi dei servi, impregnato di quella mentalità mafiosa che da sempre ci ostiniamo a combattere...ed alcuni sedicenti "rivoluzionari", ma reazionari nel loro profondo, ne sono fieri alfieri e garanti. entro nello specifico. ieri a capua, all'interno del liceo scientifico è successo un fatto gravissimo, una inaudita offesa alla vita ed alla dignità umana: l'accoltellamento di un ragazzo di 17 anni. stamattina giornata di "mobilitazione". gli studenti preparano volantini. si organizza un'assemblea nell'atrio dell'istituto. ieri sera si forma un comitato di genitori che porta avanti un'iniziativa giudiziaria. vengono coinvolte le forze politiche per la convocazione di un consiglio comunale a tema. mi presento al'interno dell'istituto. mi propongo di aiutare in qualsiasi mansione. un compagno, rappresentante degli studenti, mi chiede di fare un intervento. accetto. ma chiedo di io il momento. si susseguono discorsi sconnessi contraddittori e distorti. proclami forcaioli, richieste di repressione, "razzismo" verso abitanti di un certo territorio della provincia di caserta, attacco allo statuto delle studentesse e degli studenti ,-fatto dal vicepreside di un istituto che, udite udite,per "combattere la violenza" fa approvare nel regolamento d'istituto una norma che vieta l'iscrizione a studenti residenti oltre i 12 km dalla città di capua (di fatto escludendo l'agroaversano...): un misto di guerra preventiva di bush, populismo reazionario e securtario della finiana tradizione italiana moderna, e leggi razziali-ci si concentra sulla pena da infliggere, sull'appartenenza territoriale,sul come sia successo. prendo la parola. esordisco col dire che "non dobbiamo sostituirci alla magistratura od all'istituzione scolastica. calmare gli anomi forcaioli carichi di voglia di vendetta. il problema non va ricercato nell'atto specifico, nel caso straordinario, per non ridursi a fare la fine dei giornalacci locali che stamattina hanno dedicato prime pagine e colonne intere, ma va ricercato nelle dinamiche di una società impregnata di una violenza ed un odio fin troppo ben radicati, ma bisogna agire nel quotidiano per sradicare, soprattutto a livello culturale, questa mentalità e questi fenomeni". sembrano convenire con me. dico che "la ghettizzazione, la "discriminazione territoriale", la segregazione, la repressione non sono la risposta. alla violenza non si può rispondere con la violenza, con la stessa scellerata ed insostenibile brutalità!". si sprecano gli applausi, a mio parere piuttosto molesti. provo ad allargare l'orizzonte del discorso. parlo di peppino impastato, "un giovane ammazzato 29 anni fa perchè aveva avuto il coraggio di dire che la mafia è una montagna di merda! e che sintetizzava le dinamiche di odio, omertà e violenza come mentalità mafiosa". sento togliermi il microfono dalla mano. mi interrompono. è il "compagno". dicono che stavo andando fuori tema, perchè ci si doveva "limitare a commentare l'episodio". mi oppongo. chiedo di concludere. dico che "queste sono le logiche che provocano questi episodi: la censura, l'arroganza, l'impedire di pensare". concludo il mio intervento. interviene il vicepreside che mi intima di andare via-non sono dell'istituto, si giustifica-, pena l'intervento dei carabinieri. i rappresentanti degli studenti sono d'accordo con lui. mi allontano. me ne sbatto degli sbirri, ma sono disgustato. mi chiedo: che differenza c'è con roberto saviano che è costretto dalla camorra a vivere nascondendosi perchè ha detto qualcosa di scottante!? l'atteggiamento è lo stesso. uscendo ricevo qualche commento di solidarietà. finta, o quantomeno maldestra-io al posto loro mi sarei forse incatenato al cancello, di fronte a questi atteggiamenti mafiosi e fascisti-. non voglio sparare giudizi. commentate voi.
norberto

March 03

cambiamento...il primo problema è tra noi.

molto spesso corriamo il rischio di divenire retorici. i nostri propositi, le nostre idee, che d'apprima possono apparire assennate, giuste, qualche volta innovative, rischiano di accartocciarsi su se stesse e divenire mero lamento. abbiamo appurato che in questo mondo molte cose non vanno. il problema è reagire. il problema è saper reagire. non basta individuare i problemi. è necessario dare una soluzione. o almeno provarci. la crisi di senso delle pratiche diffusissima nella società odierna va affrontata. e la soluzione non è, come si potrebbe pensare in maniera semplicistica, cambiare le persone, i nomi. il problema non sono i nomi. il problema è il metodo. sempre più spesso mi rendo conto che molte persone "vicine" a me incarnano pienamente quello stesso sistema che da sempre mi riprometto di voler avversare. e a volte temo di caderci anche io in questa contraddizione. anche in politica. anche tra noi. il personalismo, l'incoerenza (sia al nostro interno che verso l'esterno), il verticismo, la censura, il settarismo(che sfocia in clientelismo), l'arrivismo, la brama di "potere", la gestione arrogante e personalista di questo "potere", la mancanza di idee, il qualunquismo, il pensare(e parlare) per slogan. ebbene si. c'è anche questo tra noi. qualcuno diceva che nello stesso momento in cui ci si rende conto di avere un problema si è sulla buona strada per risolverlo. ed io ho una proposta: cominciamo a discutere di questo. è necessario. noi siamo rifondazione. noi eravamo diversi dagli altri. ora siamo diversi da noi stessi. stiamo diventando uguali agli altri. non ho assolutamente brame di marxismo-leninismo, trotzkismo, stalinismo, antimperialismo eccetera. non dobbiamo guardare ad esperienze passate, fuori tempo e gia manifestamente fallimentari. dobbiamo creare il nuovo. questo deve essere il nostro obiettivo. e questi sono i ragionamenti da fare prima di affrontare qualsiasi altra tematica. sennò ci si parla addosso, senza riuscire a cambiare nulla. a questo punto è necessario fare un'altra considerazione: ognuno di noi deve interrogarsi intimamente sulla sua voglia e sulla sua strategia di cambiamento. e soprattutto se sente questa necessità di cambiamento. cambiando l'ordine degli addendi il risultato non cambia. il problema come ho gia detto non sono i nomi ma le pratiche. dobbiamo cambiare il nostro modo di agire e di intendere la pratica politica. allora ritorniamo a fare politica veramente in maniera "disinteressata". aboliamo dunque, anche di fatto la figura dei "funzionari" di partito. anche i funzionari di fatto! diamo spazio e potere decisionale effettivo e reale alle nuove generazioni, e comunque non soltanto se questi sono "allineati", o "servi dei servi". ritorniamo a pensare. affrontiamo le discussioni e le riflessioni politiche in maniera serena, concreta e approfondita, e fuori da ogni pregiudizio e dogma. riempiamo di nuovo quel vuoto culturale che ci siamo creati. ricominciamo a fare inchiesta seriamente. attiviamo l'autocritioca costruttiva. ricominciamo a denunciare i meccanismi "sporchi". ritornamo a fare politica. la nostra politica.
naturalmente queste mie considerazioni riguardano la mia esperienza personale circoscritta a quello che vivo in prima persona.
norberto
March 01

cambiare la cultura(e la politica) per cambiare l'italia(ed il mondo)

la politica italiana sta vivendo uno dei momenti di più grande crisi della sua storia. non mi riferisco solo allo "scivolone" del governo. sto parlando di crisi di valori, di identità, crisi di moralità. anche a sinistra. lo scacchiere politico diventa sempre più complesso per i partiti "radicali", nella sua estrema semplificazione voluta dalle tendenze neocentriste. la svolta verso centro delle due grosse coalizioni attualmente presenti (l'Unione e la CDL) sta mirando senza dubbio al raggiungimento di una sorta di bipolarismo perfetto, "all'americana", con due grandi partiti divisi su questioni di forma, di facciata, ma estremamente simili nei programmi. questa volontà, più o meno velata, non è novità di questi giorni. la morte delle ideologie, la fine del "secolo breve", prevedeva questo. si prometteva che il capitalismo avanzato, con lo strumento della globalizzazione, avrebbe portato sviluppo e benessere per tutti. dopo quasi vent'anni possiamo dire con assoluta certezza che non è stato così. quella convinzione ha creato in italia, e credo in gran parte dei paesi avanzati, uno spostamento di asse della politica(come gia detto in precedenza, verso il "centro") ed un appiattimento, un imbarbarimento, della pratica e della cultura politica. fare queste affermazioni non basta. a sinistra bisogna porsi l'obiettivo di superare questa crisi. e bisogna farlo cominciando a capire, innanzitutto, a capire "chi" siamo, "cosa" vogliamo, e "come" vogliamo ottenerlo. una volta si diceva "sono comunista, ed ho detto tutto...", oggi non è più così(purtroppo, o per fortuna?). dobbiamo interrogarci sul cosa significa essere comunisti oggi. ci troviamo in una società profondamente cambiata rispetto a quella della grande stagione della sinistra italiana, e dalla stagione nera del terrorismo politico, ed ancora profondamente mutevole, per di più in tempi sempre più esasperati. una società ormai basata "naturalmente" sulla globalizzazione e sul liberismo, governata dall'alto, dove la politica, la cultura, l'informazione, la formazione, i saperi, e la vita stessa delle persone, sono gestite ed organizzate in base a logiche di mercato. in questo scenario dobbiamo trovare la nostra collocazione, e trovare il nostro riferimento reale nella società. qualcuno dice che la classe operaia, "classe di riferimento" per la sinistra "classica", è morta. io non lo so. io non la ricordo. sono troppo giovane per ricordarmene.  gli operai non hanno più "coscienza di classe", perchè la precarietà, con i suoi tempi, la sua instabilità, non gli consente di costituirsi in "classe". il nostro riferimento reale deve essere diverso. dobbiamo capire nuovo mondo del lavoro. capire il "popolo delle partite iva", il popolo dei call center, il popolo del lavoro trimestrale, del lavoro a chiamata. dobbiamo guardare all'ambiente, alla sostenibiltà, alle fonti alternative. dobbiamo ascoltare le istanze locali. le richieste reali delle moltitudini. richieste che ci parlano di pace e di diritti. dobbiamo ascoltare lo scoramento e la sfiducia della gente verso la politica per capirla. e per trovare un'alternativa. per cambiare la nostra cultura politica, e la nostra pratica politica, e partire da questo per cambiare il paese. bisogna definire cos'è il movimento. e cominciare a capire che questo non può morire. perchè ogni donna od uomo del nostro paese può essere parte attiva del movimento in un particolare momento. proprio la sua forma assolutamente non sistemica,con le sue vittorie, legittima la teoria della crisi della forma-partito canonica. il movimento dei movimenti deve farci fare il salto culturale col passaggio dal considerare la moltitudine e non più la massa. dobbiamo abbandonare i retaggi culturali e comportamentali di un passato lontano ed ormai fuori luogo. dobbiamo cominciare a cambiare anche la nostra dialettica. molte di queste cose sono state gia teorizzate in questi anni all'interno del PRC. ma ora dobbiamo metterle in pratica. a cominciare dai rapporti interni. dalla pratica della vita di partito. dalla gestione del partito, e dal suo ruolo nella società. credo che ci sia speranza per la realizzazione dell'altro mondo possibile. ed il luogo fisico da dove cominciare a coltivarla ed a rafforzarla, se c'è, questo è l'europa. e la sinistra europea è il luogo politico dove progettarlo, lo strumento col quale realizzarlo. un forte partito di sinistra, moderno, pacifista, ambientalista e movimentista, che mira all'autosufficienza dalle correnti neocentriste, in italia come in europa, è l'unico modo possibile per sfuggire alle logiche di appiattimento culturale e politico (sia se si parla di neocentrismo, sia se si parla di ridicoli "nostalgici"). questo però, in virtù della necessità di una nuova pratica politica, non può e non deve essere un mero cartello elettorale, una sommatoria di riclati, od un tentativo di riedizione di un qualche soggetto politico del passato. deve tendere all'innovazione. al ricambio generazionale, non solo anagrafico, ma culturale. deve racchiudere la varietà di soggetti impegnati nelle varie lotte, in italia ed in europa, e rispettarne le soggettività. deve essere moltitudine, non massa. deve essere orizzontale e democratica(nel senso reale del termine). locale e globale. aspetto con impazienza che questo avvenga. e voglio esserne partecipe, in prima persona, con gli altri compagni. perchè si può cambiare. perchè il cambiamento è gia cominciato.
 
                                                                                                                             norberto
February 21

...da Vicenza ad oggi...

 
...i Giovani Comunisti di Capua hanno aderito, e partecipato in prima persona alla manifestazione nazionale di Vicenza del 17 febbraio, contro l'allargamento della base militare del "DalMolin".
...è stata un'esperienza davvero straordinaria.una forte risposta a chi, fomentando paura, strumentalmente "prevedeva" disordini e devastazioni. invece il Movimento, il popolo della pace ha vinto! possono sputare e vomitare tutto l'odio di cui sono capaci, ma il movimento vince, perchè il movimento sa amare! ...e allora ecco in piazza donne, bambini, uomini, ragazze e ragazzi, anziani, militanti di partito, centri sociali, associazioni che sfilano pacificamente sotto un insolito sole caldo del nord-est,con canti e colori che scaricavano l'aria elettrica della prima mattina, e la riscaldavano di un senso di entusiasmo, di una voglia di cambiamento totalmente nuova e differente rispetto a quello che vuol far credere chi accosta il movimento a gruppi di persone furi dal tempo e dalla storia. Libero titolava "100.000 matti in piazza",...hanno sbagliato... i "matti" erano 200.000!!!... e non si è vista nessuna di quelle scene da panico che il dott. Feltri e soci avevano previsto....è stata una festa della democrazia, c'è stato il contatto e la fusione tra il movimento organizzato e la società civile. ed è stato lanciato un segnale: il movimento non è morto! ma soprattutto, il movimento sta maturando!... uno slogan scandito diceva "Val Susa-Vicenza, nessuna differenza!", il movimento è in piena salute, il movimento sta solidarizzando tutte le singole battaglie territoriali. Non è stata una manifestazione contro il Governo, bensì una richiesta di attenzione. E checchè se ne dica, la risposta, possibilista, è arrivata!Peccato che poi qualcuno abbia fatto "inciampare" il Governo sul nulla!...ebbene si...il discorso di D'Alema al Senato non diceva nulla di specifico. mandava segnali. ed ora? adesso abbiamo l'opinione pubblica che strumentalizza Rifondazione, fingendo di ignorare come la presenza in aula (ed il voto favorevole) di Turigliatto non avrebbe cambiato nulla (se non il fatto che il Quorum si sarebbe alzato). reputo tuttavia sbagliato ed indifendibile il comportamento del compagno Turigliatto, ma pretendo rispetto ! non accetto lezioni di moralità da chi svende il passato e la storia della sinistra italiana (DS), da pluri riciclati (Margherita,Udeur...) o da chi predica "moralità" e poi fa eleggere tra le sue fila DeGregorio,che essendo un maschilista,guerrafondaio,politicamente scorretto, pluri-riciclato(che a confronto Rutelli e Mastella sono esempi di coerenza...altro che Che Guevara!) è gia da tempo passato nelle fila del centro destra, vota TUTTO insieme alle destre(ricordate il "caso-Menapace" alla Commissione Difesa?!?)! detto questo spero vivamente che il nostro segretario, Franco Giordano (al quale va tutta la mia fiducia e la mia stima) abbandoni questo atteggiamento remissivo ed ultra accondiscendente, e rilanci le battaglie sui grandi temi, facendo pesare per quella che è la forza di Rifondazione , contrastando fortemente i tentativi di schiacciamento dell'azione politica e di "abrogazione" del programma dell'Unione da parte di vecchi e nuovi centristi.E adesso rilanciamo i DI.CO. , e premiamo per migliorare una legge innovativa,si, ma ancora piena di lacune ed a tratti insoddisfacente! ABOLIAMO le leggi vergogna (legge 30 , riforma Moratti , Bossi-Fini e Fini-Giovanardi).
Compagni, io credo che lo stare al Governo sia indispensabile, ma adesso vogliamo ifatti!
vogliamo il rispetto del PROGRAMMA DELL'UNIONE! (tra l'altro gia ULTRAMODERATO)
 
 norberto                       
 
November 20

e allora grido forte...Viva Ramòn!

non restai affatto stupito quando cominciò la strumentalizzazione mediatica(con successivo,quanto rituale,oscuramento) della manifestazione di Roma del 4 novembre scorso.
è stato come vedere l'ennesima pseudo commedia all'italiana dei film di natale:nemmeno ti diverte più!
 
premesso questo
mi pare doveroso rispondere ad alcuni commenti lasciati su questo blog...anche se la cosa mi infastidisce alquanto...
 
cominciamo col dire che la manifestazione del 4 novembre a Roma non era una marcia contro il governo.
 
Credevo fosse dato ormai per scontato che il Partito della Rifondazione Comunista fosse un Partito di Movimento,
un Partito IN Movimento.
Mi spiego meglio:
diceva marx che il comunismo sarebbe esistito finquando  fossero esistiti sfruttati e sfruttatori.
io dico che finchè esisteranno i comunisti,ed i partiti comunisti,seppure al governo di un paese,questi non devono aver paura di scendere in piazza e contrastare l'attuale stato di cose.
scendere in piazza contro una piaga sociale come la precarietà,che tocca la quas totalità delle nuove generazioni(e non solo),è un sacrosanto dovere di chi si dice comunista.
cercare di spezzare le catene fatte di contratti a termone,co.co.co. ,co.co.pro e svariati altri modi di chiamare una "flessibilità" che investe la sfera privata e lavorativa di milioni di persone,che sfocia nella sfera sociale,nel disagio più crudo,è un sacrosanto dovere di chi si dice comunista.
scendere in piazza,anche dal governo, per continuare a contrastare i fenomeni che inquinano la società,per continuare a lottare per quello in cui credi,per quello per cui gli elettori ti hanno dato la propria fiducia è da Rifondazione Comunista!!!
cadere nella strumentalizzazione è troppo facile...restare coerenti lo è molto di meno!!!
 
...proprio "l'annosa questione" dell'ingresso al governo di Rifondazione è un nodo cruciale per capire tutte le scelte fatte finora...
 
La tendenza neocentrista e liberista è evidente,ormai da anni,nel centro-"sinistra".
La morte della politica,espressa dal bipolarismo pieno e perfetto,incombe.
Rifondazione tiene accese le speranze di sopravvivena della sinistra italiana,e della politica,contrastando la deriva centrista.
 
                                                                                         norberto

DOCUMENTO 25/11 CASERTA ANTIRAZZISTA

Al Presidente del Parlamento Europeo

Al Presidente della Repubblica

Al Presidente del Senato

Al Presidente della Camera

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Ministro dell’Interno

Al Ministro della Solidarietà Sociale

Al Sottosegretario all’Interno con delega all’Immigrazione

Al Sottosegretario alla Solidarietà Sociale con Delega all’Immigrazione

Al Capo Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell’Interno

Al Capo Dipartimento Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno

Ai Capigruppo Parlamentari di Camera e Senato

Ai Presidenti delle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato

 

 

 “PER UN REALE E RADICALE CAMBIAMENTO IN MATERIA DI POLITICHE DELL’IMMIGRAZIONE E DELL’ASILO”

 

 

   Come sottoscrittori della presente lettera,  facciamo appello alle massime autorità delle istituzioni italiane affinché le SS.LL. siano sensibilizzate sulla carenza della legislazione italiana che mette in condizione il nostro paese di essere l’unico in Europa a non avere una legge organica in materia di asilo politico pur essendo depositario della più bella Costituzione del mondo che peraltro all’art. 10 comma 3 recita: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge” .    

  Tale principio costituzionale non ha ancora oggi avuto attuazione.

   Si vuol fare ancora presente che in particolare negli ultimi anni a causa di restrittive interpretazioni di una legge disumana e non al passo con i tempi, tale la cosiddetta “Bossi-Fini”, tantissime sono state le ripercussioni negative sulle spalle di migliaia di esseri umani fuggiti dai loro paesi per fame, guerre, disperazione.

  Oggi si fa particolare appello alle istituzioni preposte perché da parte di tutti (associazioni, enti, istituzioni ma soprattutto da parte dei nostri fratelli migranti e rifugiati) c’è una forte aspettativa di cambiamento nei confronti della nuova maggioranza parlamentare e governativa neoeletta.

  

   Il presente appello ha dunque il valore di uno stimolo che si intende provocare nei confronti del nuovo governo e della nuova maggioranza e contemporaneamente quello di chiedere un incontro con le massime autorità istituzionali della repubblica.

 

    Siamo stati molto attenti ai termini e contenuti della scorsa campagna elettorale, al programma dell’Unione  e dunque al famoso libro di 281 pagine. Ricordiamo gli impegni che questo governo ha preso. Siamo stati peraltro direttamente promotori di un convegno importante che si è tenuto a Caserta lo scorso 6 febbraio allorquando illustri rappresentanti di vari partiti dell’allora opposizione e dell’attuale governo ebbero a rimarcare tali impegni.

   Abbiamo altresì seguito con molto interesse e soddisfazione la recentissima notizia circa la possibilità di estensione del decreto flussi già previsto dal precedente governo.

   Registriamo però ad oggi (trascorsi più di 6 mesi dalle elezioni) una certa lentezza nel cammino delle auspicate modifiche ed interventi legislativi previsti nei programmi e comunque nei dichiarati intenti della presente compagine governativa. Al tempo stesso abbiamo letto con una certa preoccupazione la Nota che il Ministro Amato ha presentato in Commissione Affari Costituzionali al Senato. Quest’ultima, pur essendo appunto semplicemente una nota, non sembra in linea con le già accennate ed auspicate modifiche legislative.

   

  E così, anche per quest’ultima ragione, riteniamo più che mai necessario stimolare le SS.LL.  chiedendo di poter avere un incontro al fine di meglio specificare ed approfondire le tematiche esposte ed in particolare:

 

 

a)       Riguardo la messa in cantiere della legge organica in materia di asilo politico dando piena attuazione dell’art. 10 co. 3 della costituzione. Su questo punto sarebbe auspicabile che il Governo consulti tutte le realtà associative che a livello nazionale e locale abbiano rappresentanza di interessi diffusi in materia di asilo;

b)       In riferimento ad una reale inversione di tendenza in materia di politiche dell’immigrazione il governo voglia, quanto prima possibile abrogare la vecchia legge Bossi-Fini per legiferare in maniera completamente diversa in materia di immigrazione attuando serie e concrete politiche di integrazione, solidarietà ed eguaglianza abbandonando le logiche repressive al centro dell’impostazione politica della legge Bossi-Fini;

 

 

Coscienti del fatto che queste richieste, qualora accolte dalla maggioranza parlamentare e dalla compagine governativa, richiederebbero tempi non brevissimi per il loro realizzo, contestualmente col presente documento chiediamo che si possa comunque intervenire (nell’immediato) attraverso norme, decreti, regolamenti e circolari capaci di dare un segnale di direzione ed orientamento e al tempo stesso migliorare le condizioni in Italia dei migranti e richiedenti asilo in attesa dei previsti tempi tecnici per approvare una legge in Parlamento.

 

   A nostro avviso i punti principali sui quali si potrebbe intervenire in tal senso potrebbero essere:

 

1) Una possibilità di un potere effettivo di sospensiva e dunque di concessione di un permesso di soggiorno per i richiedenti asilo diniegati dalla Commissione che intendono produrre ricorso. Su questo punto potrebbe essere utilizzata in senso favorevole la Direttiva Europea 2005/85/CE per arrivare ad una concessione automatica di un permesso di soggiorno in caso di produzione di ricorso giurisdizionale. In via subordinata sarebbe quanto meno  auspicabile un pronunciamento interpretativo favorevole circa  l'applicazione dell'art. 17 del DPR 303/2004 anche per i richiedenti della vecchia procedura.

 

2) Per coloro che hanno ricevuto un decreto di respingimento alla frontiera senza aver avuto nessuna possibilità concreta di richiedere asilo, nei casi valutati di effettiva necessità di protezione, sarebbe auspicabile una concessione di un permesso straordinario per protezione sussidiaria o quanto meno una riammissione alla procedura ordinaria senza passare per il Centro di Identificazione.

 

3) Prevedere una misura straordinaria per i  richiedenti asilo in attesa da lunghissimo tempo pendenti presso la commissione stralcio con la concessione straordinaria di un permesso per protezione sussidiaria.

 

4) Dare piena attuazione alla direttiva 2005/85/CE ribadendo la necessità di un effettivo potere sospensivo in caso di ricorso per i richiedenti asilo, una procedura più “attenta” di disamina delle richieste di asilo e il definitivo abbandono del principio dei cosiddetti “paesi sicuri”.

 

5) Dare piena attuazione alla direttiva europea 2004/83/CE concentrando una maggiore attenzione alla concessione della protezione sussidiaria (strumento oggi poco adoperato dalle Commissioni Territoriali e Nazionale per il Riconoscimento dello status di Rifugiato) magari prevedendo anche solo temporaneamente (in attesa di una legge organica in materia di asilo e protezione sussidiaria) un’apposita ed indipendente procedura per chi intende fare richiesta non già dell’asilo o del riconoscimento dello status di rifugiato bensì di una protezione sussidiaria specifica.

 

6) Un intervento di modifica sugli schemi di decreti legislativi in materia di “Permesso CE per soggiornanti di lungo periodo” (già Carta di soggiorno) e “ricongiungimenti familiari” con l’auspicio di poter rimediare al grave errore di aver escluso la tipologia di permesso di soggiorno per protezione umanitaria e richiesta di asilo dal beneficio sia della Carta di soggiorno che del ricongiungimento familiare.

 

7) Una modifica del Decreto flussi che preveda la possibilità per coloro che sono già presenti in Italia, di non essere obbligati al ritorno in patria per poi ritornare ancora in Italia.

 

8) Un ulteriore allargamento dell'ambito applicativo del decreto flussi estendendo al possibilità anche ai lavoratori autonomi (commercianti ed artigiani) finora totalmente dimenticati dal vecchio governo.

 

9) L'allargamento applicativo dell'art. 18 del T.U. nei casi specifici di sfruttamento del lavoro nero concedendo una possibilità concreta in termini di ottenimento di un permesso di soggiorno per chi fa denuncia di emersione dal lavoro nero.

 

10) Una modifica del T.U. sull’immigrazione in particolare nella parte in cui rende ostativo al rilascio/rinnovo di un permesso di soggiorno per lavoro autonomo per tutti coloro che si siano macchiati di reati di cui alla violazione dei diritti d’autore. Sarebbe altresì auspicabile un’amnistia per questi tipi di reati commessi finora da tanti onesti lavoratori ambulanti che magari hanno  semplicemente venduto qualche CD o DVD ai consumatori finali.

 

11) Lo sblocco delle pratiche bloccate dopo la "sanatoria" del 2002 con una nuova possibilità di  rilascio immediato di un permesso di soggiorno per attesa occupazione.

 

12) La modifica del Testo Unico 286/98 e del Regolamento in modo da rendere meno restrittiva la possibilità di conversione del permesso di soggiorno del minore al
raggiungimento della maggiore età;

 

 

  Sono questi punti importanti che, a nostro modesto avviso, qualificherebbero un intervento politico di un governo di centro sinistra che intenda effettivamente lavorare in controtendenza col precedente governo.

  Siamo consapevoli che gli impegni politici hanno bisogno di tempi nei quali rappresentarsi. Chi da questa parte vive ogni giorno il disagio di leggi spesso fatte male o non al passo coi tempi chiede che i tempi siano quanto più brevi possibile e chiede che con trasparenza i tempi di lavoro previsti vengano in una qualche maniera resi pubblici.

   Si tratta semplicemente di poter in una qualche maniera conoscere il proprio futuro personale e della propria famiglia, di conoscere il futuro di una terra lasciata da tanti anni per un progetto migratorio di fuga, progetto che oggi chiede giustizia nei confronti di un sistema mondiale che spesso dimentica gli ultimi e spesso dannati della terra.

 

    Per queste ragioni, noi sottoscrittori del presente documento,  dal prossimo 25 novembre saremo in piazza a Caserta per “La settimana di mobilitazione per i diritti dei migranti e dei rifugiati”.

  Durante le giornate di manifestazione ci saranno degli incontri in Prefettura, Questura, Provincia, Comune; incontri che per noi tutti saranno molto importanti e che pertanto chiediamo che al fianco delle istituzioni locali vi sia una rappresentanza della compagine governativa e parlamentare.

 

   Si tratta di una sfida grande che può diventare non solo possibile ma anche efficace e ricca di potenzialità. Ciò grazie al sostegno, alla partecipazione, e all’impegno attivo di tutti quei soggetti, quelle associazioni e quelle istituzioni che hanno sostenuto, seguito e conosciuto le esperienze  di  questo grande movimento di rivendicazione dei diritti e della dignità dei migranti. Un movimento che è riuscito ad ottenere risultati concreti per la vita di migliaia di persone grazie al contributo di tanti. Oggi, più che mai, è ora di riaffermare queste potenzialità per dare nuova forza ad un percorso che intraveda prospettive vere di cambiamento.

 

Primi firmatari:

Movimento dei migranti e dei rifugiati di Caserta

Centro sociale “Ex-Canapificio”

Raffaele Nogaro (Vescovo di Caserta)

Casa Rut

Azione Cattolica – Ce-

Legambiente  - Ce - 

Agesci Zona CE

Lab. Sociale Millepiani

Banca Etica

Padri Sacramentini

Comitato Caserta Città di Pace

Neroenonsolo! –Ce-

Ta.Co.Ci.S.U.

Centro Pastorale Giovanile

Associazione “Senza Voce” di Aversa

Padri Comboniani di Castel Volturno (Ce)

Arci (Ce)

Fondazione Don Peppino Diana

Arturo Barberis

Associazione “Ingrid Nogueira” per il Commercio Equo e solidale

Annamaria Tescione

Centro Sociale “Spartaco”

Cidis Alisei Caserta

Ass. “Jerry Essan Masslo”

Comitato “Macrico Verde”

Peppe Vozza

Giuseppe Messina – Comitato scientifico di Legambiente

Sin.Cobas Caserta

FILLEA CGIL Ce

Liceo Scientifico “Nino Cortese” (Maddaloni – Ce-)

Santuario della Divina Misericordia di S. Lucia

Parrocchia S. Maria Assunta di Mezzano (Ce)

C.I.D.I. (centro Italiano Democratico insegnanti)

Parrocchia SS. Nome di Maria di Puccianiello

CGIL – Camera del Lavoro Caserta

Associazione Riva Sinistra – Roma –

Radiovostok.com

Collettivo Giulio Maccacaro (Med. Dem. - Salerno- )

Sin.Cobas

 

P.R.C. – Circolo di Caserta

Sinistra Giovanile (Ce)

Pdci Ce

F.G.C.I. Ce

P.R.C. Circolo di Aversa

P.R.C.- Federazione di Ce

Giovani Comunisti/e Federazione di Ce

Verdi – Federazione Prov. Ce

Giovani Verdi – Federazione Prov. Ce

Sinistra Europea – Forum di Caserta

LA MARGHERITA – Caserta –

Giovani de LA MARGHERITA – Caserta -

Giovani Comunisti -  Cava de' Tirreni

PRC Federazione Provinciale Napoli

 

 

Antonio Dell’Aquila (Capogruppo PRC Comune di Ce)

Enzo Mataluna (Capogruppo PRC Provincia di Caserta)

Antonio Ciontoli (Assessore Comune Ce)

Adriana D’Amico (assessore Comune Ce)

Maria Carmela Caiola (assessore Provincia di Caserta)

Enrico Milani (assessore Provincia Caserta)

Arturo Gigliofiorito (Assessore Comune di Ce)

On. Giuseppe Trepiccione (Deputato Verdi)

On. Francesco Caruso (Deputato P.R.C.)

On. Salvatore Cannavò (Deputato P.R.C.-SE)

On. Piero Squeglia (Deputato della Margherita)

On. Rosa Suppa (Deputata della Margherita)

Fernando Bosco (Assessore Provincia di Caserta)

Ciro Carnevale (Assessore Comune di Caserta)

Giuseppe Casella (Assessore Comune di Caserta)

Gianluca Peciola (Assessore XI Municipio di Roma)

On. Raffaele Tecce (Senatore PRC)

Giovanni Capobianco (Vicesindaco Capodrise –Ce-)

Assessorato al lavoro del Comune di Cava de' Tirreni

Amilcare Nozzolillo (Consigliere Provincia Caserta PRC)

Gianni Comunale (Consigliere Comunale Caserta PRC) 

Luigi Del Rosso (Ass.re Comune di Caserta)

On.Haidi Giuliani (senatrice PRC)

On.Tiziana Valpiana (senatrice PRC)

Alessandro de Franciscis (Presidente Provincia di Caserta)

Domenico Dell’Aquila (Ass.re Provincia di Caserta)

Vincenza Diana (Ass.re Provincia di Caserta)

Lucia Esposito (Assessore Provincia Caserta)

Chicco Ceceri (assessore Comune Caserta)

Graziella Mascia (Deputata PRC)

Giuseppe De Cristofaro (Deputato PRC)

Sesa Amici (Deputata Ulivo)

Mercedes Frias (Deputata PRC)

Claudio Grassi (sen P.R.C.)

 

 

Nicola Melone (Preside Facoltà Scientifiche Università Ce)

Eugenia Parise (Docente dell’Università di Salerno)

Vittorio Dini (Dip.to di Sociologia e Scienze della Politica Università di Salerno)

Pasquale Iorio (Cgil Campania)

Michele Vigliotti (Preside Liceo Scientifico Maddaloni –Ce-)

Francesco Musumeci - Direttivo nazionale Anci -

Prof. Mario Polverino Associazione "Agorà" – Salerno –

 

 

E con il sostegno del Consiglio Italiano per i Rifugiati

 

 

 

 

Per Contatti: csaexcanapificio@libero.it – tel. 3334713272 –  0823216332

 

 

 

 

October 29

MANIFESTAZIONE CONTRO LA PRECARIETA'

IL 4 NOVEMBRE TUTTI A ROMA X MARCIARE CONTRO LA PRECARIETA'!!!!!!
October 28

...Manifestazione ANTIRAZZISTA!

...sabato 25 novembra,a caserta,ci sarà una manifestazione antirazzista,promossa dal CSA "ex Canapificio"...al più presto vi pubblico il documento...
                                                                                          norberto